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Gli animali della fattoria


I Muli

Il mulo è un ibrido tra stallone asino e una cavalla.
L’incrocio tra cavallo e asina si chiama bardotto.Muli
Già nell'antichità il mulo era prodotto nell'Illiria e il bardotto in Mesopotamia. Fino a pochi decenni fa il mulo era molto diffuso sia nel Bacino del Mediterraneo che in Africa, Asia e nelle Americhe.  Le ragioni della sua diffusione sono la robusta costituzione, la rusticità, la resistenza alle malattie,l'adattabilità alle zone meno favorevoli e meno agevoli, la sobrietà. La gestazione della cavalla dura 11 mesi e mezzo, a metà strada tra gli 11 mesi del cavallo e i 12 dell’asino. Le caratteristiche del mulo dipendono dalle razze incrociate. Un incrocio tra asini più grandi e cavalle da soma produce muli da traino, molto grandi e pesanti. Incroci tra razze più esili produce muli più piccolini (1,40 - 1,60 m al garrese) usati principalmente in montagna.
Il mulo ha la resistenza e la sobrietà dell’asino, ma un carattere diverso. È molto più testardo e vendicativo. Per questo non devono mai essere trattati male.

I muli e il legno

Tagliare e raccogliere il legno è una antica occupazione dei montanari. Se non ce l’hanno loro il legno! Ma bisogna saperlo scegliere e tagliare, e poi bisogna trasportarlo.

Ecco le fasi del taglio della legnaMuli

  1. Martellamento, in cui le guardie forestali designano quali alberi tagliare
  2. Identificazione delle matricine, cioè quegli alberi da tagliare che vengono comunque lasciati. Servono di riserva; qualora l’inverno fosse particolarmente rigido e servisse più legname del previsto, si abbatte le matricine, altrimenti rimangono, solitamente è il 10% degli alberi da martellati
  3. Abbattimento, con l’ascia. Il bravo taglialegna sa come ed esattamente dove far cadere il suo albero, senza finire su un'altra pianta, perché non resti mutilata
  4. Trasporto, ed ecco che entrano in azione i nostri muli

I muli trasportano il legno dalla montagna e lo portano a dei depositi a valle. Riescono a sopportare lunghe giornate di lavoro, sono molto forti e hanno il passo molto stabile.

Immaginatevi come deve essere trasportare due sacche enormi piene di legna. Ma riuscite a indovinare come si fa a caricare prima una cesta e poi l’altra senza che il mulo sia sbilanciato?
Si fa posare la cesta piena su un particolare attrezzo fatto a V piantato per terra che permette di sorreggere la legna e di non far cadere il mulo da una parte.
Poi si carica anche l’altra sacca e poi … si lascia gradualmente!

Le capre

Il caproneLe capre sono delle grandi arrampicatrici e molto indipendenti.
Curiosità: le caprette sono solitamente benamate dai cavalli (come anche le galline). Alcune volte, quando il cavallo ha paura, per trasportarlo nel trasportino o addirittura in aeroplano, si deve mettere una capretta o una gallina, cosi si riappacifica.

Le pecore

Curiosità: quando la pecora ha l’agnellino, trattiene il latte nelle Pecore e capre mammelle sottraendolo alla mungitura, perché lo deve dare a lui. Ogni pecora riconosce il belare del proprio agnellino. Quando le pecore sono al pascolo si tiene in stalla l’agnello, per essere ancora più sicuri che la pecora torni.

Le pecore e il formaggio

Il latte di pecora non si beve cosi, solitamente se ne fa il formaggio. Ci vogliono circa 4 ore per fare il formaggio, e ad ogni lavorazione vengono fuori tre tipi di formaggio diversi, il raveggiolo (il primo e il più grasso), il pecorino (che è stagionato dai 2 agli 8 mesi), e la ricotta (la più proteica).

Fasi di lavorazione del formaggio:

  1. Riscaldamento del latte alla giusta temperatura,
  2. aggiunta del caglio,
  3. riposo per far agire il caglio-
    1. RAVIGGIOLO
  4. Mescolatura e lavorazione
    1. FORMAGGIO PECORINO fresco di subito è la caciotta o il primo sale, se si fa stagionare, è il meraviglioso pecorino italiano che conosciamo
  5. Al siero che rimane dopo il formaggio si aggiunge altro latte e si scalda ancora e si ottiene la
    1. RICOTTA

La lavorazione della ricottaQuel che rimane è siero, ricco di proteine, nel quale si inzuppa il pane secco e si dà agli animali carnivori o onnivori (cani e maiali).