L'orto
Intanto parliamo..
... in maniera più generale dell’orto.
Una persona appassionata di orto lavora soprattutto dalla primavera all’autunno, perché quello è il momento di crescita della maggior parte delle nostre verdure, ma anche d’inverno è occupato, se si ingegna con le colture invernali (quali tutte le forme di cavoli) e poi in quel momento ha il tempo di pianificare – come il costruttore di muretti a secco (ricordate??) - le rotazioni dei terreni e i tempi di innaffiatura.
Anche l’orto è arte e pianificazione!
Primavera
A primavera si mettono le piante per l’estate. Queste piante sono piantine che hanno germogliato dai loro semi durante l’inverno. Ora si comprano, ma prima l’onesto montanaro (e tutti i contadini in genere) doveva predisporre i semenzai…
Del semenzaio parleremo dopo per ora diciamo che il semenzaio è la culla che dai semi porta alle piantine appena nate e la terra dell’orto è l’asilo, l’elementari, le medie….fino alla maturità. Quando poi la piantina è stata promossa matura, dopo essersi impegnata per una stagione intera, allora va a lavorare: sulla nostra tavola.
Prima di tutto si deve preparare il terreno:
- vangatura, per rovesciare il terreno, renderlo più morbido e pulirlo dalle erbacce e per ossigenarlo;
- pulizia dalle erbacce una volta che sono secche,
- concimare, con concime biologico (stallatico: paglia ed escrementi, dopo che è stato stagionato ed ha smesso di fermentare, e… l’ideale sarebbe con l’orina diluita per il suo apporto di urea altamente disponibile)
- zappettatura, per affinare il lavoro fatto con la vanga.
Poi si semina e trapianta
Si semina quelle piante, come la rucola, che non devono crescere prima nel semenzaio, mentre si trapianta tutte le altre:
- insalata,
- pomodori,
- melanzane,
- zucchine,
- tutti gli odori
A questo punto cresce la piantina, e bisogna tenere pulito e innaffiare. Non troppo!!
Di alcune piante, quali l’insalata, ci si troverà a piantarla più volta, visto che una cesta dura un pasto, e in questo caso bisogna piantarle “a scalare”. Nel mio terreno, pianterò piantine più grandi e piantine più piccole, che mi matureranno a seguire, perché possa avere sempre insalata fresca.
Attenzione verso le piantine
Due cose sono fondamentali: il rincalzo di terra interno alla piantina, che permette una giusta copertura di tutte le radici e un maggiore apporto di nutrienti, l’innaffiatura in quantità giuste e al momento giusto. NON innaffiare MAI quando la terra è calda, dareste uno shock termico alla pianta mettendo radici calde al sole in contatto con acqua fredda. La pianta spesso muore cosi.
L’ideale è innaffiare la sera molto tardi oppure la mattina presto (giusto prima di andare a prendere la legna nei boschi…)
Particolarità del pomodoro
La “scacchiatura” del pomodoro, togliendo tra un fiore e il frutto quei ramuscelli “inutili” che crescono e che tolgono solo energia alla pianta.
Alcune curiosità sulle piante
La salvia
La Salvia appartiene alla famiglia delle Labiate. Il suo nome, che deriva dal latino "salvus" (sano), rivela la sua capacità di salvare, guarire, per le sue numerose proprietà salutari. Esistono molte qualità di Salvia, tra cui la Pratensis, diffusa nei prati e con caratteristiche più discrete e meno note della Officinale. La Salvia è un arbusto sempreverde e il principio attivo si ricava dalle foglie e dalle sommità fiorite. Le foglie si raccolgono da aprile a luglio e i fiori si essiccano all'ombra e si conservano in sacchetti carta o tela. La Salvia è molto amata dalle api.
Curiosità
Presso i Galli era considerata capace di guarire tutte le malattie. I Druidi la usavano contro febbri, tosse, paralisi, epilessia e anche per favorire il concepimento e il parto.
Le attribuivano addirittura il potere di resuscitare i morti e la aggiungevano all'Idromele e alla Cervogia (birra), per essere in grado di profetare e dare forza ai loro incantesimi.
Per i Romani era una pianta sacra e potevano raccoglierla solo persone designate, vestite in modo particolare, dopo aver fatto sacrifici con pane e vino, senza usare utensili di ferro perché tale metallo è incompatibile con la Salvia. Un trattato del medioevo recita che "Il desiderio della Salvia è di rendere l'uomo immortale" e Maria Treben racconta che, in un antico erbario, si scriveva che quando la S. Vergine dovette fuggire con il Bambino, chiese aiuto a tutti i fiori campestri, ma solo la Salvia le dette riparo sotto al suo folto fogliame per sfuggire agli sgherri di Erode. Quando il pericolo fu cessato, la Vergine disse con gratitudine alla Salvia che, per l'eternità, sarebbe stata la pianta preferita dagli uomini perché li avrebbe salvati da qualunque malattia e dalla morte. Chiamata "Salvia salvatrix" dalla Scuola Salernitana, anticamente si riteneva che favorisse la fertilità delle donne.
Molto apprezzata dai Cinesi che la ritenevano capace di donare la longevità, nel 1600 un cesto di foglie di salvia veniva scambiata dai mercanti olandesi con tre cesti di Tè.
L'antica medicina ne faceva largo uso come potente cicatrizzante su ferite e piaghe difficili da rimarginare.
Consigli di estetica...
Le foglie fresche, sfregate sui denti, li puliscono e purificano l'alito. Risciacqui di infuso di salvia ridonano ai capelli il colore scuro. Le vaporizzazioni al viso e le lozioni a base di salvia sono astringenti e detergenti
La ricetta
Frittelle di salvia (antipasto)
Salvia una ventina di foglie grandi e sane
Farina 200 gr. c.a
Acqua minerale gasata fredda q.b.
Sale
Olio per friggere
Preparare la pastella con la farina, l'acqua e un pizzico di sale. Lavare e asciugare delle foglie di salvia fresche e grandi. Quando l'olio è caldo, intingere le foglie nella pastella, tenendole per il picciolo, e friggerle. Sgocciolarle sulla carta assorbente e spolverare di sale. Servirle calde e fragranti con un buon vino bianco secco e fresco.
Lo zafferano
La mitologia greca attribuisce la nascita dello zafferano all’amore di un bellissimo giovane di nome Crocus, che viveva al riparo degli Dei. Crocus si innamorò di una dolce ninfa di nome Smilace che era la favorita del Dio Ermes. Il Nume, per vendicarsi di Crocus, trasformò il giovane in un bulbo
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